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Poesia per Papa Giovanni
Paolo II. |
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Tu
Karol Wojtyla Sommo Pontefice,
come Dante Alighieri fu Sommo Poeta, hai
avuto nella tua fulgida e luminosa vita papale
tanti giorni ed occasioni in cui hai saputo
mostrare le tue grandi capacità pacifiche e
teologiche.
Sei stato grande con Gorbaciov, con
Reagan, con Clinton, con Fidel Castro e con
tanti altri grandi statisti e uomini comuni
della terra. Hai portato pace e serenità nei
loro cuori e nei loro spiriti. Fra poco
incontrerai anche Massimo D'Alema che per
me costituisce un bravo e preparato uomo
politico italiano. E anche con Lui avrai
parole degne di te e della pace. Massimo
D'Alema già ti ha rivolto belle parole sulle
tue considerazioni sul vuoto spirituale del
comunismo sovietico e sul selvaggismo e
disumanità del capitalismo industriale. Ha
detto che Tu hai detto delle cose giuste e
anch'io credo che sia così.
Ma uno dei momenti più alti del tuo
mandato pontificale è stato, per me, il
discorso che hai tenuto con fermezza e con
ardore ad Agrigento il 9 Maggio 1993, dove
hai tuonato contro i mafiosi e i criminali in
nome delle persone giuste e buone. Ricordo ancora
con ammirazione le tue bellissime parole: “Mafiosi
pentitevi, verrà il giorno del Giudizio di
Dio. Questa terra vuole la vita!”… “Nel
nome di questo Cristo, di questo Cristo morto e risorto,
io dico ai responsabili: convertitevi!"….
“Non posso non ricordare i figli di Sicilia
caduti per affermare gli ideali di giustizia e di
legalità".
Sono rimasto stupefatto, meravigliato, sbalordito
dal tuo coraggio, dalla tua onestà intellettuale,
dal tuo rigore logico, dalla tua coerenza evangelica,
dalla
tua bontà umana e dalla tua ricerca della
verità umana e divina.
Ah!!! Dimenticavo molti anni fa ti ho visto di presenza
e sei stato molto gentile e
affettuoso con me. Mi hai regalato due
portachiavi con la tua effige. Uno l'ho
regalato a mio cognato, l'altro l'ho portato
con me per tanti anni.
Adesso ti auguro di finire il tuo
pontificato nel migliore modo possibile,
trascorrendo questi ultimi anni, ma spero
ancora tanti, in pace e serenità con te e con
gli altri, prima della grande catastrofe che colpirà
la terra fra qualche decennio o secolo, a causa del
cambiamento del clima o per qualche guerra nucleare
o forse per l'intervento divino, che spero scenda
per salvarci dalla distruzione totale del pianeta.
La salvezza degli uomini grazie
all’intervento di Dio credo che sarebbe la
soluzione più giusta al problema degli
uomini esistenti su questo pianeta terra. Il
giorno del giudizio divino, come scritto nella Bibbia,
ovvero il Dies Irae, metterà le cose ognuna
al suo posto: i buoni con i buoni e i cattivi con
i cattivi.
Ti saluto, un tuo ammiratore e un fedele
seguace di Cristo.
Dopo tanti anni di tuo pontificato
eccezionale, strepitoso, grazie alla tua
tenacia di girare in tutto il mondo dove hai
portato la tua parola di pace e di bontà, oggi
purtroppo non ci sei più, te ne sei andato
per sempre il 02 Aprile 2005, secondo il tuo stile
pacato, modesto, riservato ma pieno di fiducia e di
fede in Dio il quale, sono sicuro, ti ha accolto nel
suo regno tra le stelle luminose, e da lì ci
guardi tuttora e aspetti tutti noi nel regno di Dio.
Anche io spero un giorno di arrivarci e parlare con
te per contemplare quel Dio al quale tu hai dedicato
tutta la tua vita e la tua missione. Io ti ringrazio
per tutto il bene che hai portato su questa terra
e spero che la tua opera non sia passata invano tra
gli uomini.
Scritta il martedì 22 dicembre 1998
Modificata e aggiornata in forma definitiva
il 24 Dicembre 2006
Inserito in questa sezione del sito oggi
09 Febbraio 2007
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