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Altre 6 poesie d amore di Nazim Hikmet.

       Ciò che vive oltre noi, è l'opera
       la nostra opera molto buona
       o molto cattiva.
       (Nazim Hikmet
       Canto funebre per Mihail Refili - 1958)


vera tuljacova


    Vera Tuljiacova


Nazim Hikmet fuggì clandestinamente dalla Turchia nel 1951 e si rifugiò a Mosca. Da allora in poi, la vita Nazim Hikmet fu un continuo viaggiare in molte capitali europee dovuto sia al suo lavoro di rappresentante artistico e di poeta che al nuovo matrimonio con Vera Tuljakova, che conobbe nel 1958 e sposò nel 1960, la quale viveva a Mosca. Dal 1958 in poi la produzione poetica di Hikmet si concentrerà soprattutto sulla giovane moglie che aveva “capelli biondi di sposa fanciulla”. La produzione lirica-amorosa del periodo 1958 – 1963, è dedicata a Vera che Hikmet amava moltissimo. Il poeta si dispiaceva tantissimo di lasciare la moglie da sola a Mosca per recarsi, per lavoro, nelle varie città europee da dove scriveva poesie nostalgiche all'amata moglie.
Proprio il tema della nostalgia e del rimpianto per la bella moglie è dominante nell'ultima produzione poetica amorosa di Hikmet come espresso chiaramente nella poesia "Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me" scritta a Varsavia nel 1960.
Io, Bia ... leggi tutto

Sono nato il 7 settembre 1953 a Modica, da Carrubba Luigi e da Ferlanti Assunta. Mio padre era un muratore, che all'età di trenta anni riusciva a lavorare per 10 ore al giorno, e ha costruite tante case nei centri marinari di Scicli. Mia madre ha fatto per tanti anni l'operaia ortofrutticola in una grande azienda agricola di Scicli.

Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie con modesto profitto, il professore Giorgio Blanco, insegnante di latino, mi ha aiutato molto a recuperare al primo anno di Liceo. Mi ha dato un metodo di studio e da allora in poi non ho avuto più problemi al liceo scientifico di Scicli. Qui ricordo con piacere e con commozione la mia professoressa di Italiano, la signorina Flora Monteforte, che mi ha sempre sostenuto e aiutato nel triennio liceale.

(continua)
 
Dedico queste pagine di Primo Levi alla mia professoressa di italiano al tempo del liceo, Flora Monteforte, che ricordo con ammirazione per il suo impegno costante nell’insegnamento. (continua)
 
A mia madre ...
Mamma ti dedico questa poesia
scritta da me già qualche anno fa, riveduta oggi e credo
ancora bella e attuale per sempre.
(continua)
 
A mio padre
Ognuno ha la propria dimensione; ognuno ha il proprio equilibrio psicofisico che lo fa stare bene nella propria pelle. (continua)
 
A Massimo D'Alema
Nella mia grande stanza da letto, fredda ma adornata da bellissimi poster vaticani,
la tua foto è al centro della parete alla mia destra,
sei al centro di tante altre foto
(continua)
 
A Papa Giovanni Paolo II
Tu, Sommo Pontefice, come Dante Alighieri è stato Sommo Poeta, hai avuto nella tua fulgida e luminosa vita papale tanti giorni ed occasioni in cui hai saputo mostrare le tue grandi capacità pacifiche e teologiche. (continua)

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