
Nazim Hikmet e la moglie Munevver Andac
Nazim Hikmet scrisse “Forse la mia ultima lettera a Mehmet” nel 1955 quando si trovava in esilio nell'URSS dove era fuggito clandestinamente dalla Turchia nel 1951. Hikmet era rimasto in prigione, in Turchia, dal 1938 al 1950 per attività politica contro lo stato fascista turco di Kemal Ataturk. La poesia è indirizzata al figlio Mehmet nato, in Turchia, nel 1951 dalla sua bellissima prima moglie Munevver Andac. Un'altra bella poesia sullo stesso argomento di Nazim Hikmet è “Nasceranno da noi uomini migliori” ed entrambe le poesie trasmettono il carattere indomabile di Hikmet ed esprimono l'insopprimibile ottimismo e la fiducia nella vita del poeta. Il poeta, in entrambe le poesie, invita suo figlio ad amare gli uomini per sempre. Le due poesie sono scritte nello stesso periodo e lo si capisce dal fatto che in entrambe il poeta usa lo stesso linguaggio, la stessa forma verticale e la stessa tesi di amare gli uomini e di avere fiducia in essi perché gli uomini che verranno saranno migliori di quelli usciti dalla guerra.
Testo della poesia
I
Da una parte gli aguzzini tra noi ci separano come un muro. D'altra parte questo cuore sciagurato mi ha fatto un brutto scherzo, mio picco ... leggi tutto |