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Big Bang e Galassie Abell 383 - Una nuova poesia planetaria di Biagio Carrubba.

occhio-dio


La nebulosa Occhio di Dio.



Guardo dei puntini grigi chiari nel cielo nero e buio
di una notte serena d'estate e mi chiedo tra me:
“cosa ci fanno lì quei puntini che luccicano?”;
“Perché non cadono qui sulla Terra?”
Non ricevo risposta e continuo a sfogare
la mia rabbia sulla incomprensibilità dell'Universo,
abbassando la testa perplesso ed amareggiato.
Ma intanto immagino con curiosità e meraviglia
l'infinita varietà di colori che riempiono e sprofondano
lo spazio delle nebulose e delle galassie che circondano
e circumnavigano l'Universo in un vorticoso movimento
di girandole e di variopinti tornado spaziali in
grandiosi movimenti irregolari, imprevedibili e senza fine.
Non le vedo ma ci sono miliardi di stelle e di nebulose
bellissime nei loro colori, fantasmagorici e strabilianti,
che durano milioni di anni luce in uno spazio illimitato.
Non vedo ma immagino l'incredibile varietà di colori
delle nebulose come quella del Granchio e dell'Occhio di Dio.
Non vedo ma osservo, tramite immagini televisive e fotografie,
le stupefacenti costellazioni e tutte le altre galassie
ed immagino lo strapotere dei buchi neri
che viaggiano come banditi e predatori nell'Universo.
Ora so dove si trova il nostro sistema solare nella via lattea:
nel mezzo tra due bracci galattici a 26.000
anni luce dal centro galattico.
Mi stupisco e ... leggi tutto

Sono nato il 7 settembre 1953 a Modica, da Carrubba Luigi e da Ferlanti Assunta. Mio padre era un muratore, che all'età di trenta anni riusciva a lavorare per 10 ore al giorno, e ha costruite tante case nei centri marinari di Scicli. Mia madre ha fatto per tanti anni l'operaia ortofrutticola in una grande azienda agricola di Scicli.

Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie con modesto profitto, il professore Giorgio Blanco, insegnante di latino, mi ha aiutato molto a recuperare al primo anno di Liceo. Mi ha dato un metodo di studio e da allora in poi non ho avuto più problemi al liceo scientifico di Scicli. Qui ricordo con piacere e con commozione la mia professoressa di Italiano, la signorina Flora Monteforte, che mi ha sempre sostenuto e aiutato nel triennio liceale.

(continua)
 
Dedico queste pagine di Primo Levi alla mia professoressa di italiano al tempo del liceo, Flora Monteforte, che ricordo con ammirazione per il suo impegno costante nell’insegnamento. (continua)
 
A mia madre ...
Mamma ti dedico questa poesia
scritta da me già qualche anno fa, riveduta oggi e credo
ancora bella e attuale per sempre.
(continua)
 
A mio padre
Ognuno ha la propria dimensione; ognuno ha il proprio equilibrio psicofisico che lo fa stare bene nella propria pelle. (continua)
 
A Massimo D'Alema
Nella mia grande stanza da letto, fredda ma adornata da bellissimi poster vaticani,
la tua foto è al centro della parete alla mia destra,
sei al centro di tante altre foto
(continua)
 
A Papa Giovanni Paolo II
Tu, Sommo Pontefice, come Dante Alighieri è stato Sommo Poeta, hai avuto nella tua fulgida e luminosa vita papale tanti giorni ed occasioni in cui hai saputo mostrare le tue grandi capacità pacifiche e teologiche. (continua)

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